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Torre Massimiliana di S. Erasmo Sovrasti l’isola imponente, dal pinnacolo. L’occhio a finestra della Torre Massimiliana fissa la laguna e, più in là il mare aperto. L’orizzonte. Paesaggio bucolico sottratto agli strepiti, in lembo di terra emerso da acque cerulee, raccoglie una civiltà pacata fra campi e zolle in subbuglio. Difesa e fregio, I’aspetto tondeggiante, si mostra ai tramonti in bacino fra onde saline appena increspate. Sereno in una Serenissima, Venezia. Roberta Vasselli Venezia, 16 Luglio 2006 Torre Massimiliana Te ne stai romita su Punta Vela non hai più la forza di guardare il litorale di Treporti e Punta Sabbioni, il Lido e Murano, gli uomini ti hanno abbandonata come hanno abbandonato la Serenissima, forse ascolti i lamenti ed i sospiri dei suoi figli disciolti nella diaspora della Terraferma, di tutti coloro che non ritorneranno più a risentire i silenzi della vecchia regina, i calpestii sulle sue pietre d'Istria, i "siègoli" e le "sepe" pescati dall'imbarcadero, l'acqua da bere come purga al centro del Canalazzo, ora la vedi, la mettono in mostra come bagascia per soddisfare quei pochi attimi per turisti ingordi che nulla sanno di tutto quel dolore, di quell'abbandono... Ti fanno compagnia i fruscii del vento, la voce del mare e sembra di sentire parlare greco e dalmato, l'abbraccio soffocante della vegetazione spontanea che ti cinge come mistico amore di mamma, alla sera vengono a far bisboccia i gabbiani ti portano l'afflato del grecale, la luna che impietosa disegna il tuo degrado, la pioggia che sbriciola le tue pietre, il sole che picchia senza remissione, e tutta quella sabbia ammucchiata che soffoca... Torre Massimiliana Torre di Sant'Erasmo non te la prendere, gli uomini fanno così anche con gli altri uomini... Gianni Vivian |
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